QUALE CONTROVERSIA SUL RISCALDAMENTO GLOBALE?

Quando si parla di controversia si intende un contrasto di opinioni, una divergenza di idee su un determinato argomento, che può dare origine a discussioni, dispute e dibattiti [Grande dizionario italiano GABRIELLI ALDO, Hoepli editore].
Anche il mondo della scienza è attraversato da numerose controversie, in quanto molto spesso la conoscenza scientifica e tecnologica non è ancora del tutto stabilizzata e data per scontato.
Le controversie sono principalmente caratterizzate dall’incertezza in merito all’innovazione e dal disaccordo tra il pubblico, ma anche tra gli esperti [cfr. Andrea Lorenzet, sociologo della scienza e della tecnologia ed esperto di comunicazione della scienza].
Significativa a questo proposito, intatti, la citazione del sociologo francese Michel Callon: ‘Si sa di non sapere e ciò è più o meno tutto quello che si sa’(Callon et al. 2001).


[Immagine da topnews.in]


Quale controversia sul riscaldamento globale?
La controversia sul riscaldamento globale è un dibattito in corso circa l’innalzamento della temperatura superficiale del pianeta (a partire dalla metà del ventunesimo secolo), con particolare riferimento all’atmosfera terrestre e alle acque degli oceani.
Innanzitutto il dibattito muove dalla valutazione se tale aumento sia senza precedenti o se faccia parte delle normali variazioni climatiche.
In secondo luogo se l'umanità abbia contribuito in tale aumento e se esso sia parzialmente o completamente attribuibile a misurazioni errate.
Infatti, da una parte, alcuni studiosi ritengono che questo aumento della temperatura sia dovuto a cause naturali (il sole e il suo irraggiamento sarebbero tra i principali responsabili); dall’altra, invece, molti scienziati attribuiscono cause umane a questo fenomeno (come le grandi emissioni di anidride carbonica e l’utilizzo di combustibili fossili).
La gran parte degli scienziati sostiene la tesi del riscaldamento globale provocato prevalentemente da attività umane, ma la minoranza che contesta questa posizione è composta anch’essa da scienziati. I due gruppi si accusano a vicenda di non usare correttamente il metodo scientifico.

Dobbiamo quindi chiederci:

IL CLIMA TERRESTRE SI STA RISCALDANDO PER L’EFFETTO DELLE ATTIVITA’ UMANE O PER CAUSE NATURALI?


Dì la tua e partecipa al sondaggio che puoi trovare qui a lato!

RUOTANDO ATTORNO ALL’EFFETTO SERRA

Il clima della terra si sta scaldando, le variazioni climatiche sono sempre più imprevedibili, le anomalie metereologiche sono una consuetudine. Aumentano i tornado, i ghiacci si sciolgono, terribili carestie colpiscono i paesi colpiti da grande siccità.
Si tratta di episodi che manifestano un aumento delle temperatura senza precedenti o si tratta di normali variazioni climatiche?

Il nostro pianeta è riscaldato dall’energia radiante proveniente dal sole, che raggiunge la superficie attraverso l’atmosfera. Nonostante il 30% dei raggi solari venga riflesso, come in uno specchio, nello spazio, la maggior parte dell’energia proveniente dal sole rimane intrappolata nell’atmosfera, grazie a dei particolari gas che compongono l'atmosfera (in particolare il vapore acqueo, l'anidride carbonica (Co2) e il metano), mantenendo così “vivibile” il clima terrestre. Questo fenomeno prende il nome di effetto serra.

[Immagine da co2club.it]

Beninteso, l'effetto serra è un fenomeno naturale. Tuttavia esso è sorretto da un equilibrio molto delicato: basta un piccolo aumento dei “gas serra” perchè i raggi del sole restino intrappolati nell'atmosfera e avvenga un mutamento della temperatura terrestre.

VERSO IL RISCALDAMENTO GLOBALE

Volgendo lo sguardo al passato più vicino a noi (circa 10-11.000 anni fa), la concentrazione di gas serra è rimasta relativamente stabile e così la temperatura della Terra e il clima. Questo ha fatto sì che i primi insediamenti umani venissero a stabilizzarsi. È possibile considerare che la diffusione dell’agricoltura abbia avuto un effetto di riscaldamento sulla Terra (5000 – 8000 anni fa).
Nel Medioevo si è registrato un “periodo caldo”, seguito da una piccola era glaciale nel XV secolo. Questi fenomeni non erano forse in estensione globale, tuttavia non vi è disaccordo scientifico sulle loro cause, che sembrano imputate a periodi di aumenti di radiazione solare e di diminuzioni di eruzioni vulcaniche.
Il grafico mostra il periodo "caldo" del Medioevo, seguito dalla piccola era glaciale del XV secolo.
[Immagine da htdocs.it]
Durante la Rivoluzione Industriale le popolazioni dei paesi più sviluppati hanno cominciato ad utilizzare il carbone e più tardi il petrolio, a cui seguì la nascita delle macchine e delle grandi città. Così l’anidride carbonica presente nell'atmosfera cominciò ad aumentare.
Da allora i livelli di CO2 sono cresciuti di quasi il 35% e le concentrazioni di metano (provenienti da risaie, bovini, discariche e fughe di gas naturale) sono più che raddoppiati.
In più si poté assistere alla “nascita” di nuove sostanze chimiche “inventate” dagli esseri umani, come i clorofluorocarburi: esse andarono ad incrementare le fila dei pericolosi “gas serra” che, aumentando significativamente la loro presenza nell'atmosfera, hanno fatto sì che molto più calore, proveniente dai raggi solari, rimanesse intrappolato sulla terra.
Da allora fino al 1945 la temperatura mondiale è aumentata, fino a stabilizzarsi nel 1960, periodo in cui molti paesi hanno cominciato ad approvare leggi per ridurre l’emissione di gas considerati pericolosi per la Terra.

A partire dagli anni ’80 l’attenzione si è spostata sulla problematica del buco nell’ozono, uno strato relativamente sottile di molecole nella parte inferiore della stratosfera della Terra. L’impoverimento dello strato di ozono aveva portato ad un forte aumento della radiazione ultravioletta che raggiungeva la superficie terrestre.

[Immagine da informaserenissima.it]

Anche questa tematica rappresentò a suo tempo una controversia: chi sosteneva che la riduzione dello strato di ozono fosse causata dall’emissioni dei gas, dovuti all’attività umana; chi, invece, che fosse un fenomeno del tutto naturale, legato alle particolari condizioni metereologiche delle zone polari.
Quel che ci interessa al fine della trattazione, al di là di questo controverso dibattito, è che, seppur tale fenomeno non rappresenti una causa diretta del riscaldamento globale, lo strato di ozono rappresenta un equilibrio delicato che regola le radiazioni nocive in entrata nell’atmosfera. Problema che si va ad aggiungere alle conseguenze negative che può avere l’effetto serra.

Esiste il riscaldamento globale?
I climatologi interpellati e la maggioranza della comunità scientifica sono concordi nel rispondere che un riscaldamento è in atto. Le temperature, secondo numerosi studi, sono in deciso rialzo rispetto ai secoli passati.
A questo punto l’accordo è stato raggiunto dalla comunità scientifica: il riscaldamento globale esiste.
Ma quali sono le cause?


[Immagine da casaextrano.com]

Come si può notare nell'immagine è chiaro che la temperatura sia andata via via aumentando fino al 2000 (parte superiore del grafico), come ben dimostra la metafora della mazza da hockey usata dall'IPCC (Comitato Intergovernativo sul Cambiamento Climatico) nella sua trattazione della questione climatica (vedi sezione "cause umane").
Tuttavia il grafico sotto mostra i cambiamenti climatici di largo raggio in Europa e delinea una tendenza "tutta naturale" molto diversa, come il periodo "caldo" medievale e la successiva piccola era glaciale.
Già da questa "battaglia di grafici" si può cogliere a grandi linee i punti controversi su cui si battono gli scienziati riguardo il riscaldamento globale (e che saranno approfonditi nelle apposite sezioni).

Fonti:


GLOBAL WARMING NETWORK da Silobreaker.com



Silobreaker è un motore di ricerca che permette di creare network, hot spot e statistiche di ricerca, partendo da una parola chiave.
Nell'immagine è riportata la network che collega tutti i principali attori coinvolti nella tematica in tempi recenti (in particolar modo i parametri utilizzati sono stati "persone", "organizzazioni", "città") con la parola chiave "global warming/climate change".

TEMPERATURA E ANIDRIDE CARBONICA

"L'Intergovernmental Panel on Climate Change delle Nazioni Unite (IPCC) ha reso pubblico che nel 2005 la temperatura del pianeta Terra è aumentata di 0,74 °C durante gli ultimi 100 anni, implicando la causa di questo incremento alle concentrazioni di gas serra antropogenici. In particolar modo si tratterebbe di emissioni globali dei gas serra cresciute, dal periodo pre-industriale, con un incremento del 70% tra il 1970 e il 2004.
Si tratta di una tesi sostenuta da oltre trenta associazioni scientifiche internazionali, incluse le accademie scientifiche dei paesi del G8. Nel 2007 anche l'associazione dei geologi petroliferi americani ha riconosciuto l'influenza umana sui recenti cambiamenti climatici, dichiarando:
Nel secolo scorso, la crescita della popolazione umana ha aumentato il consumo energetico. Questo ha contribuito ad aumentare l'anidride carbonica (CO2) e altri gas nell'atmosfera. Anche se l'adesione dell'AAPG [American Association of Petroleum Geologists, ndr] è divisa sul grado di influenza che la CO2 di origine antropica ha avuto di recente e  del potenziale aumento della temperatura globale, AAPG ritiene che l'espansione della ricerca scientifica sul clima nei controlli di base sul clima sia importante.
[Immagine da riscaldamentoglobale.it]
Il grafico mostra la relazione diretta tra la temperatura e l'anidride carbonica, che è stata resa nota attraverso l'effettuazione di trivellazioni nei ghiacci antartici: le temperature andrebbero di pari passo all'aumento dell'anidride carbonica, le cui emissioni crescono a partire dalla Rivoluzione Industriale.

Come sostiene Emilio Martines dell'Istituto Gas Ionizzati del CNR di Padova, nonostante alcune voci dissenzienti, è ormai assodato che la ragione del progressivo riscaldamento del pianeta risiede nell'opera dell'uomo.
Attraverso l'immissione nell'atmosfera di certi gas, il principale dei quali è l'anidride carbonica, l'uomo ha incrementato il cosiddetto effetto serra, che consente alla radiazione solare di raggiungere la superficie terrestre, ma ne ostacola parzialmente la riemissione verso lo spazio, comportandosi proprio come i vetri di una serra. L'opera dell'uomo sta rendendo questi "vetri" sempre più efficaci.
[Immagine da quimeteo.it]
Oltre alla CO2, che viene prodotta in tutti i processi di combustione, altri gas-serra sono il metano, prodotto in grandi quantità nell'allevamento del bestiame (gas intestinali) e nella fermentazione delle sostanze organiche (ad esempio quando la componente umida dei rifiuti finisce in discarica), l'ossido nitroso (prodotto in agricoltura in seguito all'uso intensivo di fertilizzanti azotati, nonché nelle marmitte catalitiche delle automobili) e vari gas usati nell'industria, specialmente nella produzione di frigoriferi e condizionatori.

L'INTERGOVERNMENTAL PANEL ON CLIMATE CHANGE (IPCC) E I RAPPORTI DI VALUTAZIONE

L’IPCC è un organo intergovernativo (e non di ricerca diretta), istituito nel 1988, aperto a tutti i Paesi membri della World Meteorological Organization (WMO) e dello United Nations Environment Programme (UNEP), allo scopo di fornire ai decisori politici una valutazione scientifica della letteratura tecnico-scientifica e socio-economica disponibile in materia di cambiamenti climatici, impatti, adattamento, mitigazione.
Negli anni si è occupata di stilare dei rapporti di valutazione, che sono valutazioni esaustive ed aggiornate dell’informazione scientifica, tecnica e socio-economica rilevante a livello politico per capire i cambiamenti climatici indotti dall’uomo, i potenziali impatti dei cambiamenti climatici e le opzioni di mitigazione ed adattamento.
Ad oggi si possono contare quattro rapporti (1990, 1995, 2001 e 2007) e il quinto, che terrà in considerazione i recenti sviluppi scientifici e politici e sarà organizzato in base ad un insieme revisionato di scenari climatici, socio-economici e ambientali, dovrebbe essere ultimato nel 2014.
Il rapporto del 2001 passò alla storia per la famosa "hockey sticks", la mazza da hockey, il grafico elaborato da Mann, Bradley e Hughes nel 1998, che mostra in maniera inequivocabile che il XX secolo è il più caldo di tutto l'ultimo millennio. E quindi conseguentemente il riscaldamento globale è da imputare in massima misura all'uomo e alle emissioni di CO2 nell'atmosfera.
Se prima del 1850 le temperature sono state pressoché stazionarie, allora non vi sono dubbi che l'industrializzazione selvaggia della Seconda Rivoluzione Industriale è la causa del repentino e pesante riscaldamento della Terra.
Sopra il grafico originale dell'IPCC.
Questo posizione fu fortemente criticata dopo la sua pubblicazione e molti studiosi si sono dimostrati contrari (vedi sezione "Cause naturali"). Il grafico corretto, secondo questi scienziati, sarebbe il secondo, che include tutti i dati rilevati e non quelli appositamente "scelti".
Fonte: nocapandtrade.us
Grazie al Centro Europeo Mediterraneo per i Cambiamenti Climatici, è disponibile una traduzione italiana del Quarto Rapporto di Valutazione.
Ciò che emerge in maniera rilevante è che
I cambiamenti nell’atmosfera delle quantità di gas e aerosol ad effetto serra, della radiazione solare e delle proprietà della superficie terrestre alterano il bilancio energetico del sistema climatico. Questi cambiamenti sono espressi in termini di forzante radiativo [ossia una misura dell’influenza che un fattore ha nell’alterare il bilancio di energia in entrata e in uscita nel sistema Terra-atmosfera], che viene usato per valutare come i fattori antropici e naturali influenzino la tendenza al riscaldamento o al raffreddamento del clima globale.
[Immagine da robertoinsoliascienza.wordpress.com]
Il riscaldamento del sistema climatico è inequivocabile, come è ora evidente dalle osservazioni dell’aumento delle temperature medie globali dell’aria e delle temperature degli oceani, dello scioglimento diffuso di neve e ghiaccio e dell’innalzamento del livello del mare medio globale.
[Fonte IPCC]
La maggior parte dell’aumento osservato delle temperature medie globali dalla metà del XX secolo, è  molto probabilmente dovuta all'aumento osservato delle concentrazioni di gas serra di origine antropica. [...] Le proiezioni per i prossimi due decenni indicano un riscaldamento di circa 0.2 °C per decennio.
[Immagine da ecologiae.com]
Anche se le concentrazioni di gas serra venissero stabilizzate, il riscaldamento antropogenico e l’innalzamento del livello del mare continuerebbero per secoli a causa delle scale temporali associate ai processi climatici e ai feedback.

IL RISCALDAMENTO GLOBALE VISTO DAGLI OCEANI

Guardando al riscaldamento globale, non bisogna fare solo riferimento all'atmosfera ma anche agli oceani, e sono molti gli scienziati che sostengono questa posizione.
Nello specifico esiste un gruppo di studiosi, con quartier generale in una montagna vicino a Francoforte in Germania, che studia la topografia degli oceani grazie ai satelliti, l'ultimo costruito è Jason 2.
Si tratta di un satellite molto preciso che, con un'approssimazione di soli 34 mm, funziona come un
Radar, che invia un impulso sulla superficie terrestre, rimandandolo sull'antenna del satellite. In questo modo si può conoscere la distanza tra il mare e Jason 2. Bisogna fare la media tra milioni di misurazioni per ottenere una misura vicina a quella reale .(Francois Parisot, Jason 2 project manager, EUMETSAT, che monitora il tempo e il clima dallo spazio).
Quello che è emerso dalle misurazioni (cominciate dai primi anni Novanta) è che il livello degli oceani in alcune parti del mondo cresce ad una velocità di 30 mm all'anno, contro la media normale di 3 mm.
Esistono due fattori che determinano per il 50% l'aumento degli oceani:
  1. Espansione termica dell'oceano con l'aumento delle temperature
  2. L'arrivo di acqua dolce dai ghiacciai che si sciolgono
Infatti, come sostiene Anny Cazenave (Senior scientist, LEGOS CNES, che ha collaborato alla stesura del rapporto dell'IPCC), se anche il riscaldamento globale si fermasse oggi, il calore già immagazzinato negli ultimi decenni continuerebbe a far aumentare il livello dei mari a causa dell'espansione termica.

Il video del servizio.

LA "SCOMODA VERITA'" DI AL GORE

"Una scomoda verità" (An Inconvenient Truth) è un film-documentario, diretto da Davis Guggenheim, riguardante il problema mondiale del riscaldamento globale, e avente come protagonista l'ex vicepresidente degli Stati Uniti d'America, Al Gore.
L'impegno di Gore nei confronti del riscaldamento globale si sviluppa durante gli anni come parte della sua campagna di informazione sui cambiamenti climatici.
Attraverso una presentazione diffusa in tutto il mondo, egli riesamina la posizione degli scienziati, discute le implicazioni politiche ed economiche della catastrofe, e illustra le probabili conseguenze del riscaldamento del pianeta se non si interverrà immediatamente e a livello globale per ridurre le emissioni di gas serra.

[Immagine da itcfodera.it ]
Nel suo film documentario Gore dedica particolare attenzione alle implicazioni del riscaldamento globale, come la ritirata dei ghiacciai, mostrata attraverso una serie di foto scattate in anni diversi, dell'aumento delle grosse precipitazioni e le conseguenti catastrofi, dell'innalzamento dei mari, della grossa siccità nei paesi più caldi (vedi sezione "Conseguenze e rischi").
Al Gore è polemico anche con i mass media, che spesso credono che sia possibile cambiare la realtà e guidare l'opinione pubblica, piuttosto che avere l'obiettivo di rivelare la verità.
Egli mostra come tutti gli articoli scientifici concordino che sia in atto un cambiamento climatico e che solo lo 0,1% è di opinione diversa, mentre se questa percentuale si rivolge ai media appare come il 53% di essi mostri che niente sta cambiando e che i fenomeni attuali sono solo occasionali.
Questa è la verità negata e nascosta da quei media pilotati dalle lobby e dalla politica che non fanno che creare confusione.


Video tratto da "Una scomoda verità" di Al Gore
Critiche.
Il lavoro di Al Gore ha sicuramente scosso molto l'opinione pubblica, sia nel bene che nel male.
Tuttavia sono molti gli scienziati che contano errori o esagerazioni nel suo documentario.
Nell'editoriale del 26 giugno 2006 del Wall Street Journal, il prof. Richard S. Lindzen del MIT critica il film di Gore e mette in dubbio quanto da lui affermato.
Un giudice dell'Alta Corte inglese ha stabilito che il film An Inconvenient Truth è «largamente accurato», ma «in un contesto di allarmismo ed esagerazione».
Vengono inoltre evidenziate presunte incongruenze scientifiche, rilevando 9 principali errori commessi nel giungere ad alcune conclusioni.

IL PROTOCOLLO DI KYOTO

Il protocollo di Kyoto, adottato l’11 dicembre 1997 e che fa seguito alla convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, è uno dei più importanti strumenti giuridici internazionali volti a combattere i cambiamenti climatici. Esso contiene gli impegni dei paesi industrializzati a ridurre le emissioni di alcuni gas ad effetto serra, responsabili del riscaldamento del pianeta.

La Comunità europea ha firmato il protocollo il 29 aprile 1998.
Nel dicembre 2001, il Consiglio europeo di Laeken ha confermato che era volontà dell'Unione che il Protocollo di Kyoto entrasse in vigore prima del vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile di Johannesburg (26 agosto - 4 settembre 2002). Per raggiungere questo obiettivo, la presente decisione approva il protocollo a nome della Comunità. Gli Stati membri si sono impegnati a depositare i loro strumenti di ratifica contemporaneamente alla Comunità e, per quanto possibile, prima del 1° giugno 2002.

Il protocollo di Kyoto concerne le emissioni di sei gas ad effetto serra:
  • biossido di carbonio (CO2);
  • metano (CH4);
  • protossido di azoto (N2O);
  • idrofluorocarburi (HFC);
  • perfluorocarburi (PFC);
  • esafluoro di zolfo (SF6).
Esso rappresenta un importante passo avanti nella lotta contro il riscaldamento planetario perché contiene obiettivi vincolanti e quantificati di limitazione e riduzione dei gas ad effetto serra. Si trattava di un impegno collettivo a ridurre le loro emissioni di almeno il 5% rispetto ai livelli del 1990 nel periodo 2008-2012.

L’Unione europea ha ratificato il protocollo di Kyoto il 31 maggio 2002. Il protocollo è entrato in vigore il 16 febbraio 2005, dopo la ratifica della Russia. Vari paesi industrializzati non hanno voluto ratificare il protocollo, tra cui gli Stati Uniti e l’Australia.
Fonte: wikipedia.org
Maggiori dettagli qui.
In Italia la "Ratifica ed esecuzione del Protocollo di Kyoto alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, fatto a Kyoto l' 11 dicembre 1997" è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 142 del 19 giugno 2002.

Fonte: http://europa.eu

COMINCIANDO A METTERE I PUNTINI SULLE "I": A VOLTE SI ESAGERA

E' vero che il riscaldamento globale esiste e che l'aumento dell'anidride carbonica, principale gas serra, avrebbe conseguenze gravi: ma
Le stime della Commissione Intergovernativa sui Cambiamenti Climatici (Ipcc) dell'Onu pubblicate nel 2007 - un innalzamento della temperatura media compreso tra 2 4,5 gradi celsius - sarebbero tuttavia esagerate. "Clima/ Ricerca Usa: stime Ipcc su riscaldamento da CO2 esagerate" da tmnews.it (24 NOV 2011)
Questo è quanto emerso da una ricerca condotta dall'Università dell'Oregon finanziata dall'Accademia delle Scienze statunitense: prendendo in considerazione i dati sulle temperature oceaniche e terrestri degli ultimi 21mila anni, le misure prese dall'IPCC hanno sia sovrastimato il raffreddamento terrestre (quando il livello di CO2 dell'atmosfera era appena un terzo dell'attuale), sia il riscaldamento globale.
Un altro errore sarebbe legato alla previsione sull'aumento dei mari entro 2100: il rapporto indica un innalzamento di 190 cm, ma David Legates (PH.D Climatologist, Univ. of Delaware) riferisce che la stima corretta è circa di 58 cm.
Infine c'è chi ha anche da ridire sulla "hockey stick" presa come simbolo del surriscaldamento globale da parte dell'Onu: sia Patrick Michaels (Climatologo, Univ. of VA state) che Chris Horner (Politically correct guide to global warming) affermano che si tratta di un errore e che addirittura nel IV Rapporto delle Nazioni Unite sul Global Warming non vi sia alcuna traccia della "mazza da hockey".
Particolare accanimento anche contro "Una scomoda verità" di Al Gore, il documentario dell'ex vice presidente degli Stati Uniti, criticato da molti per le sue "esagerazioni".


Questo dibattito è particolarmente acceso oltre oceano.
Nel seguente video (in cui emerge spesso una sottile ironia nella trattazione dell'argomento) sono presenti molte testimonianze ed opinioni di chi è contrario sulle cause antropiche del riscaldamento globale (tra cui quelle sopra citate).

LA "GRANDE BUFALA" SUL RISCALDAMENTO GLOBALE: il servizio del programma televisivo Matrix

Nessuno nega che la temperatura si sia alzata: è vero, si tratta di 0.74 °C, ma c'è disaccordo sulle cause e soprattutto che questo porti a catastrofi naturali.
In molti sono gli scienziati ed i climatologi che sostengono la posizione contro corrente sul riscaldamento globale, ricordando a gran voce la "petizione Oregon" secondo cui sono 19.000 gli scienziati che non concordano sulle cause  antropogeniche del fenomeno.

John Christy (Alabama state climatologist)
"L'IPCC conferma che siamo convinti al 90% che la maggior parte del riscaldamento negli ultimi cinquant'anni sia dovuto dall'uomo. Io non sono d'accordo".
Tramite le sue ricerche, in cui impiegò palloni sonda e satelliti, Christy dimostrò che se la superficie terrestre si riscalda anche la parte di atmosfera che riceve i raggi solari dovrebbe fare lo stesso, ma non è così.


Tim Ball (PH.D in climatology, Univ. of London
"Credo nel riscaldamento globale ma non che l'anidride carbonica ne sia la causa: sappiamo per certo, grazie allo studio dei ghiacciai, che la temperatura varia 
prima della Co2".


Il grafico mostra la correlazione tra la temperatura e l'anidride carbonica.
Si può notare la scarsa correlazione dal 1920 al 1960.



Syun Ichi Akasofu (direttore e docente di fisica presso il Geophysical Institute dell'Università dell'Alaska).
"E' vero che l'anidride carbonica è aumentata esponenzialmente nel 1940, ma al contrario la temperatura ha cominciato a scendere. Il biossido di carbonio rappresenta solo una piccola parte dell'atmosfera terrestre: quindi l'anidride carbonica è un gas serra a effetto secondario".
Ian clark (paleoclimatologo artico)
Sono gli oceani a immettere molta anidride carbonica quando si scaldano e ciò dipende dalla temperatura.
E' il sole ad essere collegato agli oceani e al ghiaccio.
E' il sole che causa i cambiamenti climatici".


[Immagine da wakeup-world.com]


Piers Corbyn (Climate forecaster).
Nessuno dei cambiamenti climatici degli ultimi anni è mai stato causato dall'anidride carbonica.
Il sole influenza la Terra nella formazione delle nuvole e possiamo prevedere il meteo che verrà guardano ad esso.



[Immagine da ofcomswindlecomplaint.net]

Il grafico mostra chiaramente la correlazione tra la temperatura e l'attività solare negli ultimi 100 anni.

I video seguenti illustrano il servizio andato in onda a Matrix (2007), in cui sono presenti anche le testimonianze sopra riportate.


MANHATTAN DECLARATION ON CLIMATE CHANGE: "Global warming" is not a global crisis

Il riscaldamento globale non è una crisi globale.
Questo lo slogan del gruppo di scienziati e ricercatori di clima e di campi correlati (economisti, politici e imprenditori), riuniti a Times Square presso l'Hotel Marriott Marquis, partecipando alla Conferenza Internazionale del 2008 sul cambiamento climatico.
Da quell'incontro è nata la "Dichiarazione di Manhattan sui cambiamenti climatici", un documento importante che attesta la posizione di un folto gruppo di scienziati contrari al coinvolgimento di cause antropiche riguardo il riscaldamento globale e alle scelte politiche prese da molti stati per ridurre le emissioni dannose.

[Immagine da meteogroup.co.uk]
La dichiarazione riporta:
I piani attuali di limitare le emissioni di CO2 di origine antropica sono una pericolosa allocazione del capitale intellettuale e delle risorse che dovrebbero essere dedicate a risolvere i problemi reali e gravi dell'umanità.

Non ci sono prove convincenti che le emissioni di CO2, prodotte dalle moderne attività industriale prodotte in passato, ci siano ora, o in futuro causeranno catastrofici cambiamenti climatici.

I tentativi da parte dei governi di infliggere delle tasse e dei regolamenti costosi  alle industrie e ai singoli cittadini con l'obiettivo di ridurre le emissioni di CO2, inutilmente limitano la prosperità dell'Occidente e il progresso delle nazioni in via di sviluppo senza alterare il clima.

L'adattamento alle necessità è massicciamente più conveniente rispetto a qualsiasi tentativo di mitigazione e che l'attenzione sulla mitigazione distoglie l'attenzione e le risorse dei governi lontano dal risolvere i veri problemi dei loro popoli.

Il cambiamento climatico causato dall'uomo non è una crisi globale.

Ora, quindi, si consiglia:

Che i leader mondiali respingano le opinioni espresse dal gruppo intergovernativo delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici [...]

Che tutte le tasse, i regolamenti e altri interventi destinati a ridurre le emissioni di CO2 essere abbandonata immediatamente.

THE BEST (Berkeley Earth Surface Temperature): LA FERMATA DEL RISCALDAMENTO GLOBALE


[Immagine da http://berkeleyearth.org/]

Prof. Richard Muller
[Immagine da dailymail.co.uk]
La Berkeley Earth Surface Temperature rappresenta un progetto di un team di scienziati e studiosi dell'università californiana di Berkeley, guidati dal prof. Richard Muller; hanno affermato di aver dimostrato che il pianeta si è riscaldato di circa un grado a partire dal 1950 e che la temperature continua ad aumentare.
Come sottolinea il giornalista David Rose in un articolo pubblicato lo scorso 30 ottobre 2011 su dailymail.co.uk, il lavoro del team californiano, pubblicato in vista del Summit sul clima delle Nazioni Unite a Durban, Sud Africa, è stato citato in tutto il mondo come evidenza inconfutabile che solo le misure più stringenti atte a ridurre le emissioni di anidride carbonica possono salvare la civilizzazione come noi la conosciamo.


Ma fin da subito si è aperto un dibattito: il 
La climatologa Judith Curry del
Dipartimento di Scienze Atmosferiche
del George Institut of
Technology
[Immagine da dailymail.co.uk) 

The Mail on Sunday rivela che un membro importante del team del prof. Muller, la prof.ssa Judith Curry (foto a destra), lo ha accusato di inganno nei confronti del pubblico mondiale, nascondendo il fatto che la ricerca del BEST ha mostrato che il Global Warming è ormai terminato da tempo:
“Non vi è nessuna base scientifica per dire che il riscaldamento globale stia continuando. Volerlo imporre è un segno di svalutazione della credibilità dei dati, cosa veramente miserevole”.
Il Prof. Muller, in un primo momento, si è mostrato in disaccordo con la Prof.ssa Curry, restando fermo sulla sua posizione. Tuttavia in seguito la Global Warming Policy Foundation ha pubblicato un grafico sulla temperatura media degli ultimi dieci anni, tratto proprio dal progetto BEST, che mostra in maniera inequivocabile che l’andamento degli ultimi dieci anni è assolutamente piatto, nonostante il livello di anidride carbonica presente nell’atmosfera sia aumentato costantemente.

Il grafico sopra mostra come il mondo sia stato tratto in inganno sulla questione della temperatura terrestre;
il grafico sotto illustra la "scomoda verità".
[Immagine da dailymail.co.uk]
La prof.ssa Curry inoltre aggiunge:
“Il fatto di nascondere la verità sulla fermata del riscaldamento globale offre spunto agli scienziati, che non credevano agli scettici, di considerare molto più seriamente i loro argomenti. Probabilmente riprenderanno a studiare altri fenomeni come le nuvole, i cicli naturali della temperatura e la radiazione solare, come avrebbero dovuto fare da parecchio tempo”.
Di fronte a ciò il Prof. Muller ha fatto un piccolo passo indietro, ammettendo che effettivamente la temperatura non è più salita negli ultimi tredici anni. Tuttavia, conclude che questa inattesa fermata della temperatura “potrebbe” non essere statisticamente significativa.

Fonti:

LA LECTIO MAGISTRALIS DI MATT RIDLEY ALLA ROYAL SOCIETY OF ARTS A EDIMBURGO

[Immagine da abdn.ac.uk]
Nel presente link è possibile leggere la lectio magistralis di Matt Ridley, tenuta alla Royal Society of Arts a Edimburgo, lo scorso 31 ottobre, riguardo il cambiamento climatico e l'eresia nella scienza (Traduzione italiana a cura di Maurizio Morabito per climatemonitor.it).

RISCALDAMENTO GLOBALE 2011

Il crescente problema del surriscaldamento globale potrebbe causare nei prossimi anni, secondo gli esperti dell'Onu, "eventi metereologici estremi". A sostenere questa tesi e tutte le sue più gravi conseguenze sono principalmente i sostenitori delle "cause umane" del riscaldamento.
Come emerge in un articolo comparso su 2duerighe.com, il 2011 è stato l’anno più caldo degli ultimi 150 anni. 
Il dato è stato diffuso nel corso del 17° summitmondiale sul clima a Durban, in Sudafrica, dall’Organizzazione metereologica dell’Onu (Omm), ed è inoltre emerso che vi è un innalzamento di mezzo grado sopra la media.
Il segretario generale dell'organizzazione mondiale dell'Onu in tema di meteo (Wmo), Michel Jarraud, aveva dichiarato poche settimane fa: "Nel 2010 la concentrazione nell'atmosfera di gas da effetto serra ha raggiunto i livelli più elevati mai registrati dall'epoca preindustriale nel diciottesimo secolo. Anche se riuscissimo oggi a fermare le nostre emissioni di gas serra, eventualità tutt'altro che probabili, i gas già presenti nell'atmosfera sussisterebbero ancora per decine di anni, continuando a perturbare il fragile equilibrio ed il suo clima".
Secondo gli ultimi dati, il riscaldamento nell'atmosfera causato dai gas serra, che induce un riscaldamento del sistema climatico, è salito del 29% tra il 1990 ed il 2010.


[Immagine da definitionofglobalwarming.com]

Per visualizzare la climate hot map sugli effetti del riscaldamento globale clicca qui.

LE CONSEGUENZE

L'immagine mostra le principali conseguenze del riscaldamento globale nei vari paesi del mondo.
Fonte: indiancountrytodaymedianetwork.com

Il ritiro dei ghiacciai e l'innalzamento del livello dei mari.
Una gigantesca isola di ghiaccio, grande quattro volte Manhattan e più dell’isola del Giglio si è staccata dalla Groenlandia [...]. Secondo quanto reso noto dai ricercatori dell’università del Delaware, l’enorme iceberg, di una superficie di 260 chilometri quadrati e di spessore pari a metà dell’Empire State Builduing, si sarebbe staccato giovedì da uno dei principali ghiacciai della Groenlandia, il Petermann. Era dal 1962 che una così grande massa di ghiaccio – la cui acqua potrebbe far mantenere il flusso dei fiumi Delaware e Hudson per più di due anni o rifornire tutti i rubinetti pubblici degli Stati Uniti per 120 giorni  – non si muoveva liberamente intorno al Polo Nord. "La Groenlandia perde i pezzi", da ilfattoquotidiano.it (7 agosto 2010)

Video tratta da "Una scomoda verità" di Al Gore


Entro i prossimi 50 - 70 anni la calotta polare artica potrebbe sparire del tutto a causa del riscaldamento globale: quando i raggi del sole colpiscono il ghiaccio più del 90% di essi rimbalza nello spazio come se fosse uno specchio, ma quando colpiscono l'oceano più del 90% dei raggi viene assorbito, provocando lo scioglimento della calotta e il conseguente innalzamento dei mari.
Quali le conseguenze più disastrose?
Gli orsi polari rischiano l'estinzione.
[Immagine da blitzquotidiano.it]

Alcune zone abitabili del pianeta, come i Paesi Bassi, la California e la Florida, la zona attorno a Pechino, Shanghai, India, rischiano di venire sommerse. Nella zona del Pacifico alcune popolazioni sono già a rischio. 
Un recente studio ha dimostrato che entro il 2100 si potrà assistere ad un aumento di 190 cm del livello dei mari (anche se c'è chi sostiene che la stima sia esagerata).
Come sostiene l'IPCC nel suo Quarto Rapporto di Valutazione:
Le informazioni paleoclimatiche supportano l’interpretazione che il riscaldamento dell’ultima metà del secolo sia inusuale almeno rispetto ai precedenti 1300 anni. L’ultima volta che le regioni polari furono significativamente più calde rispetto ad oggi per un lungo periodo di tempo (circa 125000 anni fa), le riduzioni di volume del ghiaccio polare portarono ad un innalzamento del livello del mare da 4 a 6 metri.


Modificazione delle correnti oceaniche.


Video tratta da "Una scomoda verità" di Al Gore

In passato, lo scioglimento dei ghiacci del Nord America portò una grande quantità di acque dolci nell'oceano, bloccando il trasferimento di calore della corrente del Golfo, che fece sprofondare l'Europa in un'era glaciale. Una cosa simile potrebbe accadere con lo scioglimento della Groenlandia, che provocherebbe un rallentamento della corrente nord - atlantica.




Aumento delle piogge e dei altri fenomeni catastrofici (uragani, tifoni, tornado, tifoni).



Video tratto da "Una scomoda verità" di Al Gore


Sopra le acque più calde gli uragani acquistano molta della loro forza e diventano distruttivi (come è successo con l'uragano Katrina).


Acidificazione degli oceani.
Questo fenomeno è dovuto alla decrescita del valore del pH oceanico, causato dall'alta immissione di anidride carbonica nell'atmosfera ad opera dell'uomo. Dal momento che l'anidride carbonica in acqua si scioglie e produce acido carbonico (H2CO3), con un'elevata concentrazione di anidride carbonica, aumenta l'acidità degli oceani.
Tale aumento di acidità dell'acqua è tra le principali cause di danni gravi alla fauna acquatica, il cui ecosistema viene completamente stravolto.

[Immagine da ecologiae.com]



Estinzione di specie animali e vegetali.

Video tratta da "Una scomoda verità" di Al Gore

L'aumento delle temperature porta modifiche sull'ecosistema terrestre: alcune specie, come le zanzare, i roditori, i pipistrelli, le zecche, cominciano a diffondersi in maniera più capillare, diffondendo malattie come la malaria, il dengue, la sars o l'influenza aviaria.